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Oggi respiravo l’aria e ascoltavo un movimento interno.
Dentro c’è qualcosa che mi divora,
o forse che vuole divorarmi.
Non lo so bene.
Sento questa fame indipendentemente da me, senza riuscire ad assumere alcun controllo. È come una voragine che consuma lentamente.
A volte dà spinte così forti
che mi ritrovo fuori, ad osservarmi a distanza.
A volte rimango dentro,
totalmente disorientata.
Sembra volermi tenere ferma
— una sorta di raccoglimento costretto,
o forse una costrizione.
È una linea sottile, che a volte riesce a ribaltare ogni modo di sentire, e da lì avviene il cambio di presenza.
Mi chiedo:
sono le emozioni che mi muovono,
o sono io a muovere esse?
È un movimento talmente sottile
che la presenza deve essere totale
— senza me.
Eppure voglio divorare quel buco,
affinché smetta di far rumore.
Voglio che la pace diventi spazio di silenzio,
e adagiarmi lì.
© Mariangela Marrale